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European Accessibility Act · in vigore dal 28 giugno 2025

Un sito web aperto a tutti.

Rendere accessibile il tuo sito significa farlo usare da più persone, curare la tua immagine e, se rientri nell’European Accessibility Act, essere in regola. Faccio l’audit, adeguo il sito allo standard europeo e preparo la dichiarazione di accessibilità. E se non sai se l’obbligo ti tocca, te lo dico prima ancora del preventivo.

5,0 · 23 recensioni Google · risposta entro 24 ore
Perché conta

Accessibile vuol dire aperto a più clienti

Tante persone navigano con una disabilità visiva, motoria o uditiva, a cui si aggiunge chi ha una connessione lenta, uno schermo sotto il sole o qualche anno in più. Se il tuo sito non è pensato anche per loro, sono clienti che se ne vanno senza che tu lo sappia.

Un sito accessibile li accoglie e racconta un’attività che ci tiene ai dettagli. In più nasce con basi tecniche più pulite e veloci, le stesse che aiutano anche il posizionamento su Google. E dal 28 giugno 2025, per diversi servizi online, è pure un obbligo di legge.

Apri il tuo sito a tutti

In due parole

Un sito accessibile funziona per chi non vede lo schermo, non usa il mouse o non sente l’audio. È lo stesso sito che hai in mente, costruito perché tutti possano davvero usarlo.

La domanda giusta

Sei obbligato ad adeguarti?

Te lo dico con chiarezza prima di proporti qualsiasi cosa. Dipende da cosa fa il tuo sito e da quanto è grande la tua attività.

Di solito devi adeguarti se…

Offri online un servizio tra quelli coperti dalla norma — e-commerce, servizi bancari, comunicazioni elettroniche, e-book, biglietteria dei trasporti — e la tua non è una microimpresa. In questo caso conviene muoversi con calma adesso, invece che di corsa sotto scadenza.

Di solito sei tranquillo se…

Hai un sito vetrina che presenta la tua attività, oppure sei una microimpresa di servizi (meno di 10 addetti e fino a 2 milioni di fatturato o bilancio annuo). Qui l’accessibilità resta un’opportunità: la valuti quando vuoi, con i tuoi tempi.

Nel dubbio, scrivimi: ti inquadro la situazione in due righe. Il quadro tecnico te lo do io, la valutazione legale formale la confermi con il tuo consulente.

Cosa vuol dire accessibile

Quattro principi, spiegati semplici

Le linee guida WCAG si reggono su quattro pilastri. Ecco cosa cambia davvero su una pagina, senza tecnicismi.

Percepibile

Testi con contrasto pieno, immagini descritte, video sottotitolati. Chi ha una vista ridotta, o sta guardando lo schermo al sole, coglie comunque tutto il contenuto.

Utilizzabile

Menu, moduli e bottoni funzionano anche con la sola tastiera. Chi naviga con uno screen reader arriva dove vuole e compra, con lo stesso percorso fluido degli altri.

Comprensibile

Struttura chiara e prevedibile, moduli che segnalano gli errori con parole semplici. Il visitatore capisce sempre dove si trova e cosa fare dopo.

Robusto

Codice pulito e conforme, che le tecnologie assistive leggono bene oggi e continueranno a leggere con i dispositivi di domani.

Come lavoro

Dall’audit al sito a norma, in quattro passi

Parto sempre dal misurare dov’è il tuo sito. Così il preventivo è preciso e tu sai bene cosa stai comprando.

Audit sui criteri WCAG 2.1 AA

Analizzo il sito criterio per criterio secondo lo standard EN 301 549: contrasti, tastiera, struttura, moduli, testi alternativi. Provo con test manuali e con uno screen reader vero, per trovare anche le barriere che gli strumenti automatici lasciano scappare.

Un report che si capisce

Ti mostro cosa va sistemato, quanto pesa per chi usa il sito e da dove conviene partire. In italiano chiaro, così hai sempre il quadro in mano.

Interventi su codice e contenuti

Metto mano a focus, ordine di lettura, etichette dei moduli, contrasti e gestione degli errori. Dove servono ritocchi ai tuoi testi o alle immagini, ti guido passo passo.

Dichiarazione e verifica finale

Preparo la dichiarazione di accessibilità con il canale per segnalare eventuali barriere, poi ricontrollo il risultato. E ti lascio le indicazioni per mantenerlo accessibile nel tempo.

Cosa comprende

Cosa ti porti a casa

Lavoro concreto e verificabile, con in mano i documenti che ti servono.

  • Audit puntuale e verificabileOgni criterio WCAG 2.1 AA controllato e annotato con il suo esito. Se vuoi, ti mostro punto per punto cosa ho testato e come.
  • Gli interventi tecnici, fatti davveroCorrezioni su codice e template: navigazione da tastiera, focus, testi alternativi, contrasti, moduli accessibili. Al termine il sito è a posto e pronto per tutti.
  • Dichiarazione di accessibilitàLa redigo secondo il modello previsto, con il canale di feedback per chi incontra una barriera. Sui siti che realizzo da zero è già compresa dove serve.
  • Test con tastiera e screen readerProvo il sito come lo vive chi ne ha bisogno, su dispositivi reali. È il passaggio che fa emergere le barriere vere, quelle che contano per un cliente.
  • Il quadro per deciderePrima del preventivo ti dico con chiarezza se e quanto la norma ti riguarda. La valutazione legale formale la fai con il tuo consulente: io ti do le basi tecniche su cui ragionare.

23 recensioni, 5,0 stelle su 5

Dal 2020 costruisco siti curati, veloci e pensati per tutti. Guarda i progetti realizzati o chiedimi una verifica gratuita: ti rispondo entro 24 ore.

Domande frequenti

Accessibilità e European Accessibility Act: le domande più frequenti

Cos’è l’European Accessibility Act?

È la Direttiva (UE) 2019/882, recepita in Italia con il D.Lgs 82/2022, che estende l’accessibilità digitale a diversi servizi rivolti ai consumatori. È in vigore dal 28 giugno 2025. In pratica alcune categorie di siti e app devono poter essere usate anche da chi ha una disabilità, seguendo criteri tecnici precisi: lo standard EN 301 549, che rimanda alle WCAG 2.1 livello AA.

Il mio sito è obbligato ad adeguarsi?

Dipende da cosa fa il sito e da quanto è grande la tua attività. La norma riguarda soprattutto servizi come l’e-commerce, i servizi bancari, le comunicazioni elettroniche, gli e-book e la biglietteria dei trasporti. Le microimprese che erogano servizi (meno di 10 addetti e fino a 2 milioni di euro di fatturato o bilancio annuo) in genere restano fuori, e un sito vetrina di solito non rientra. Raccontami cosa fai e ti dico subito se ti riguarda; la valutazione formale poi la conferma il tuo consulente.

La mia è una microimpresa: mi conviene comunque?

Sul piano dell’obbligo, chi sta sotto la soglia di microimpresa in genere è tranquillo. Ma l’accessibilità conviene anche senza obbligo: un sito usabile da tutti raccoglie più clienti, comunica un’immagine curata e, come effetto collaterale piacevole, ha basi tecniche più pulite che aiutano pure il posizionamento su Google. In molti casi lo consiglio proprio come investimento, non come adempimento.

Cosa vuol dire rendere accessibile un sito?

Vuol dire renderlo usabile da chi ha una disabilità visiva, motoria, uditiva o cognitiva: contrasti leggibili, navigazione completa da tastiera, testi alternativi alle immagini, moduli che spiegano gli errori con chiarezza, codice che gli screen reader interpretano bene. Il riferimento tecnico sono le WCAG 2.1 livello AA, richiamate dallo standard europeo EN 301 549.

Cosa succede se sono obbligato e non mi adeguo?

Per chi rientra, la vigilanza in Italia spetta ad AgID, con un regime sanzionatorio in caso di mancata conformità. Il motivo migliore per muoversi, però, viene prima della sanzione: un sito accessibile ti fa guadagnare clienti e reputazione, invece di perderli in silenzio. Se non sai se rientri, meglio verificarlo con calma adesso che di corsa dopo una segnalazione.

Quanto costa adeguare un sito?

Dipende da quanto è distante dai criteri: un sito costruito bene richiede pochi ritocchi, uno più datato può richiedere un lavoro più profondo. Per questo parto sempre da un audit: prima misuro la distanza, poi ti preparo un preventivo dettagliato voce per voce. Gratuito e senza impegno.

Fai anche la dichiarazione di accessibilità?

Sì, insieme all’adeguamento tecnico: la preparo secondo il modello previsto, con il meccanismo di feedback per chi incontra una barriera. Sui siti che realizzo da zero è già compresa dove la norma la richiede.

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