Come riconoscere il CMS di un sito web (con e senza strumenti)
Come scoprire con che CMS è fatto un sito web: metodi manuali dal codice sorgente, strumenti gratuiti e i segnali che tradiscono WordPress, Shopify e gli altri.
In questo articolo
Vedi un sito che ti piace — o un concorrente che ti sta sopra su Google — e ti chiedi: con cosa è fatto? WordPress? Shopify? Qualcosa di costruito su misura? È una curiosità più utile di quanto sembri: sapere che strumenti usa chi ti sta davanti, o cosa c’è davvero sotto il sito che possiedi, orienta scelte e preventivi. La buona notizia: scoprirlo è quasi sempre possibile, spesso in meno di un minuto. Ecco i metodi, dal più immediato al più raffinato.
Metodo 1 — Gli strumenti online (la via rapida)
Il modo più semplice: incollare l’indirizzo in uno strumento di rilevamento. I più affidabili sono gratuiti nelle funzioni di base:
- Wappalyzer — disponibile anche come estensione del browser: mentre navighi, un’icona ti dice CMS, linguaggi, servizi e strumenti di analisi del sito che stai guardando.
- BuiltWith — molto dettagliato: oltre al CMS elenca hosting, CDN, librerie e perfino gli strumenti di marketing collegati.
- WhatCMS — essenziale e diretto: risponde alla sola domanda “che CMS è?”.
Per l’uso occasionale bastano e avanzano. Ma capire come fanno a saperlo è più interessante — e ti rende autonomo anche quando gli strumenti si confondono.
Metodo 2 — Il codice sorgente (la via del detective)
Ogni pagina web arriva al browser come codice HTML, e quel codice si può leggere: click destro sulla pagina → “Visualizza sorgente pagina”. Non serve saper programmare: serve sapere cosa cercare (Ctrl+F / Cmd+F per cercare nel testo).
Il tag “generator”
Molti CMS si firmano. Cerca generator nel sorgente e potresti trovare una riga come:
<meta name="generator" content="WordPress 6.5" />
Firma esplicita: caso chiuso. Nota: i siti attenti alla sicurezza spesso la rimuovono — l’assenza non prova nulla, la presenza sì.
I percorsi dei file
L’indizio più affidabile: ogni CMS organizza i propri file in cartelle con nomi caratteristici, visibili nel sorgente. Cerca:
wp-contentowp-includes→ WordPress, senza dubbi;cdn.shopify.como/cdn/shop/→ Shopify;/media/jui/ocom_content→ Joomla;/sites/default/files→ Drupal;/modules/conprestashopnei percorsi → PrestaShop;- riferimenti a
wixstatic.com→ Wix;squarespace-cdn.com→ Squarespace.
Gli indirizzi delle pagine
Anche gli URL parlano: /wp-admin che porta a una pagina di login è WordPress; percorsi come /collections/ e /products/ sono il dialetto di Shopify; /index.php?option=com_... profuma di Joomla datato.
Metodo 3 — I file di servizio
Due indirizzi che puoi provare su qualunque sito, aggiungendoli al dominio:
/robots.txt— il file di istruzioni per i motori di ricerca (ne ho parlato a proposito di indicizzazione) spesso rivela i percorsi del CMS: unDisallow: /wp-admin/è una confessione;/readme.htmlo/administrator/— pagine di servizio che alcuni CMS espongono di default.
Metodo 4 — Riconoscere il “nessun CMS”
A volte la ricerca non trova niente: nessun percorso tipico, nessuna firma, codice pulito ed essenziale. Congratulazioni: probabilmente stai guardando un sito statico — scritto direttamente in HTML o costruito con i generatori di siti statici moderni. Nessun pannello di amministrazione tradizionale alle spalle, pagine servite così come sono: è l’approccio che spesso vince su velocità e sicurezza, come ho raccontato nel confronto HTML vs WordPress. Anche l’assenza di indizi, insomma, è un’informazione.
Cosa fartene dell’informazione
Riconoscere il CMS è l’inizio, non la fine. I modi utili di usare quest’abilità:
- Analisi dei concorrenti: sapere con cosa sono fatti i siti che ti stanno davanti su Google completa il quadro — anche se, attenzione, il posizionamento lo fanno contenuti e autorevolezza molto più della piattaforma.
- Valutare preventivi: quando un fornitore propone “il rifacimento del sito”, chiedere con cosa e capire la risposta ti mette in una posizione diversa. Un sito è anche ciò che ti resta in mano dopo: sapere se sarà un WordPress con dieci plugin o un progetto su misura cambia manutenzione, costi e libertà futura.
- Sapere cosa possiedi: se il tuo sito l’ha fatto qualcuno anni fa e non sai cosa c’è sotto, ora puoi scoprirlo in un minuto — ed è il primo passo per decidere cosa farne.
Nel prossimo articolo del percorso vedremo cos’è esattamente un CMS e come funziona sotto il cofano. E se dopo l’indagine sul tuo sito ti è venuto qualche dubbio — su cosa c’è sotto, o su cosa converrebbe metterci — scrivimi: do un’occhiata e ti dico cosa vedo, gratis.